COALIZIONE INTERNAZIONALE FREEDOM FLOTILLA PER I DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE
COORDINAMENTO PER L’ITALIA

APPELLO
MANIFESTAZIONE davanti alla Corte Penale Internazionale, 29 novembre, all’Aia

Ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volontà per segnalare la drammatica situazione del popolo palestinese in cui versa sin dalla fine della seconda guerra mondiale. Un popolo vittima di logiche politiche e poteri forti a lei estranea che vorrebbero condannarlo all’estinzione.

Gli ebrei, da vittime dell’olocausto sono diventati, con lo Stato di Israele, essi stessi promotori di un altro olocausto !

Dall’insediamento delle prime colonie nei primi anni del secolo scorso, alla creazione dello stato sionista nel 48′ fino ai giorni nostri, il furto della terra palestinese e la pulizia etnica degli abitanti non sono mai cessate, raggiungendo livelli di violenza inaudita da parte dell’occupante. Da una parte i Palestinesi della Cisgiordania costretti a vivere segregazione in fragili confini territoriali continuamente violati da coloni israeliani e soldati dell’IDF, o rinchiusi nella prigione di Gaza che isola 2 milioni di esseri umani o ancora costretti a vivere in esilio sparsi nei campi profughi nelle nazioni confinanti. Dall’altra parte lo stato di Israele che ostentando la sua potenza politica, militare ed economica e con il
favore di tutte le grandi potenze, aumenta la sua arroganza ed aggressività, rappresentando sempre più una minaccia per la stabilità mondiale.

Il destino disegnato per i palestinesi sembra essere l’estinzione della loro identità culturale e storica, in favore di una normalizzazione imposta da interessi planetari.

MA LORO NON CI STANNO
E NEANCHE NOI DELLA FREEDOM FLOTILLA

La FREEDOM FLOTILLA, che da oltre dieci anni testimonia la ferita inflitta al popolo palestinese con l’embargo alla Striscia di Gaza, continuerà a scendere ancora una volta in mare a contestare pacificamente l’assurdo e l’arrogante invasione dei territori palestinesi.

Per questo riteniamo di grande significato la manifestazione del 29 novembre, che chiede alla massima istituzione di giustizia penale contro i crimini di guerra di portare a compimento il giudizio sui molti casi di azioni criminose compiute da Israele nei confronti dei palestinesi. Uno di questi casi, quello relativo all’assalto di militari israeliani aviotrasportati alla nave turca Mavi Marmara, in missione umanitaria.

Nelle acque internazionali prospicienti il porto di Gaza, nel 2000 furono uccisi 10 pacifisti e feriti 60, della coalizione internazionale della Freedom Flotilla e del pacifismo internazionale che contestavano, con la loro disarmata presenza l’embargo alla Striscia di Gaza.

Riguardo al suddetto criminale episodio, le valutazioni espresse dal procuratore generale della Corte Penale Internazionale, Bensouda, che considera irricevibile la denuncia presentata dallo Stato di bandiera della Flotilla, perché il fatto non rientrerebbe nelle fattispecie previste dall’azione della Corte, quali genocidio, crimini contro l’ umanità, crimini di guerra, suonano come una offesa alle vittime innocenti che persero la vita per un ideale di pace, di giustizia e di umanità calpestati e violati con arroganza e violenza dallo Stato di Israele.

La suddetta sentenza è in contrasto con la logica delle Corti Penali Internazionali che intendono affermare la priorità e superiorità dell’Etica contro ogni tentativo di rendere evanescente il suo valore Universale a cui ci si appella, giustificando crimini di guerra con formalismi giuridici formali.
In considerazione dello spirito non violento e pacifico che ha ispirato l’azione della flotilla,
In considerazione dell’alto valore della Corte Internazionale nel denunciare i crimini contro l’umanità e a difesa dei Valori che hanno ispirato l’Etica Universale e in Diritto della Corte Internazionale, riconosciuti da quasi tutti i popoli della terra,
in considerazione delle sofferenze patite ancora oggi dalla popolazione palestinese
che si faccia giustizia del crimine commesso secondo le pene previste dal diritto della Stessa Corte Istituzionale.

CI APPELLIAMO A TUTTE E TUTTI AFFINCHÉ METTANO IN ATTO OGNI AZIONE FINALIZZATA A SOLLECITARE UNA CONDANNA INEQUIVOCABILE DEL CRIMINE COMPIUTO DA ISRAELE.